| USSbilenche. Capitolo XV: Lettera elementare |
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| domenica 18 luglio 2010 | ||||||
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Di Jacopo Masini Tempo di lettura: 2'23"
Ora, io immagino che lei possa capire il mio
disgusto, tanto più che la bambina che sta nel banco davanti al mio
-secondo me è la bambina più bella della scuola- ha schifo della
sporcizia e della maleducazione, e io non vorrei mai che si
accorgesse di questo rituale malsano del bambino alle mie spalle. Ne
andrebbe della mia dignità; insomma, non avrei nessuna possibilità
di spuntarla, con lei, la bambina più bella della scuola. La prego
perciò di regalare al bambino alle mie spalle un corredo di
fazzoletti, o di imporre ai genitori di comprargliene uno: non voglio
che lo punisca, ma solo che lo induca a soffiarsi il naso come si
deve, così da evitare di passare il moccio sui miei capelli. Certe
mattine, all'ultima ora, ho tutti i capelli raccolti a ciocche
rinsecchite, per via del moccio lasciato dal bambino alle mie spalle.
Lei, se fosse la bambina più bella della scuola, si metterebbe con
uno con i capelli tutti appiccicati in ciocche mocciolente? Mi dica
la verità? Ecco, adesso la bambina più bella della scuola mi sta
guardando, e ho paura che si accorga della manata che mi ha appena
lasciato sulla testa il bambino alle mie spalle. Le sembra possibile
dover vivere così?
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Cara maestra, è dal primo giorno che
sono entrato in questa scuola, per la precisione in quest'aula, che
il bambino nel banco dietro al mio -credo si chiami Aurelio- si
soffia il naso nelle mani, senza usare il fazzoletto, e poi mi fa le
carezze sulla testa.




